Deraglia Metropolitana, 21 morti, 161 feriti molti gravissimi [Video]

Inserito in Cronaca, Esteri, Primo piano | Scritto martedì, 15 luglio 2014 | Autore Valeria Bonora | Commenta per primo

Un inferno, urla, sangue, lamiere, fumo, corpi... Immagini agghiaccianti di una metropolitana accartocciata nel tunnel.

Si è trasformata in tragedia questa giornata per molti cittadini di Mosca, dopo che la metropolitana della linea blu “Arbatskaya”, che collega le stazioni di Slavyansky Bulvar e Park Pobedi è deragliata rovesciando le prime tre carrozze e trasformando quel tunnel, il più profondo della metro (96 metri), in un groviglio di lamiere, panico, fumo, corpi, urla e morte.

Sono 21 le vittime accertate, ma tra i 161 feriti più della metà versa in gravi condizioni e molti stanno ancora lottando tra la vita e la morte, questo il bilancio secondo il capo del Dipartimento Sanità del comune di Mosca, Gerogy Golukhov.

Le cause sono ancora da stabilire con certezza ma pare che il calo di tensione dovuto all’innesco del sistema antincendio della metropolitana, supposto all’inizio, sia ormai ipotesi da scartare a favore di uno scambio errato, un difetto dei vagoni o un abbassamento dei binari per la costruzione di un tunnel parallelo.

Le persone evacuate sono più di mille, anche perché l’area in cui si è verificato l’incidente è vicino al parco che circonda il Museo russo della Seconda Guerra Mondiale, un luogo sempre molto affollato.

Erano le 8.30 ora locale (6.30 italiane) quando si è scatenato l’inferno.  141 ambulanze, 8 elicotteri e centinaia di soccorritori sono impegnati ancora nei soccorsi. Le immagini e i video che arrivano sono raccapriccianti, un tunnel, una galleria tappata da macerie, fumo e lamiere. Corpi intrappolati, sangue e testimonianze agghiaccianti:

«Sono stato scaraventato in aria, c’erano sangue sul pavimento, teste contuse, braccia rotte, è scoppiato il panico»

«C’era un uomo vicino a me e la sua testa era frantumata dal corrimano, mentre altre persone avevano le costole o le braccia rotte, tutti erano isterici»

Vetri rotti per fuggire tra il fumo e le urla, un lampo prima del disastro e poi tutto si è confuso.




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