Alberto Sordi: L’imprenditore in Jaguar- da L’ingorgo [video]

Inserito in Cinema e Film, Videogallery | Scritto lunedì, 21 luglio 2014 | Autore Marina | Commenta per primo

L’ingorgo è un film del 1978 diretto da Luigi Comencini, liberamente tratto da un racconto di Julio Cortázar  dal titolo L’autoroute du Sud (1966). La pellicola vede la partecipazione di Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli. TRAMA:   Roma, Via Appia Nuova, presso il GRA. Uno spaventoso ingorgo costringe ad un lungo fermo migliaia di automobilisti. Tra questi un ricco ed ammanicato imprenditore di idee socialiste, una giovane hippie, […]


L’ingorgo è un film del 1978 diretto da Luigi Comencini, liberamente tratto da un racconto di Julio Cortázar  dal titolo L’autoroute du Sud (1966). La pellicola vede la partecipazione di Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli.

TRAMA:

 

Roma, Via Appia Nuova, presso il GRA. Uno spaventoso ingorgo costringe ad un lungo fermo migliaia di automobilisti. Tra questi un ricco ed ammanicato imprenditore di idee socialiste, una giovane hippie, un attempato divo del cinema, Montefoschi, due coppie in crisi, una di mezza età ed una giovane, una numerosa famiglia napoletana, dei delinquenti anziani in Mercedes e dei giovinastri di buona famiglia in Range Rover.

Durante la giornata i personaggi interagiscono in un modo o nell’altro. L’imprenditore si proclama generoso verso gli altri malcapitati per poi tirarsi indietro alla prima richiesta di aiuto. All’interno della famiglia napoletana la ragazzina più grande è incinta ed il padre vorrebbe che abortisse. L’attore viene riconosciuto nonché corteggiato da tutti, compresa una coppia che vive in un fatiscente casolare vicino, disposti ad ospitarlo durante la notte. La hippy fraternizza con un giovane conduttore di un furgone di omogeneizzati ed è al contempo molestata dai giovinastri. Alcuni napoletani provano a vendere la merce trasportata suscitando l’ira del ragazzo.

 

Fanno da contorno un nevrotico in Volkswagen che raziona le proprie sigarette ed un gruppo di ragazze superficialmente politicizzate che cantano canzoni dell’allora movimento di Autonomia Operaia, ironizzando con la politica moderata del PCI.

Un uomo in ambulanza muore e viene benedetto da un predicatore ecologista. L’imprenditore, che ha udito la benedizione del predicatore, gli fa intravvedere la possibilità di pubblicare per una sua casa editrice, ma l’uomo replica secco di non essere interessato. Durante la notte il giovane autista viene tramortito dai giovinastri e la ragazza hippy violentata. Gli astanti in Mercedes dapprima sono tentati di intervenire, poi di guardare ed infine si chiudono nell’omertà. L’uomo in lite con la moglie, che lo tradisce col professore loro ospite in macchina dichiara alle politicizzate di volersi uccidere. Le giovani ridono e gli offrono da bere.

L’attore Montefoschi si risveglia sul letto della moglie del ruspista senza aver conseguito le proprie intenzioni. Il giovane, ripresosi, approfitterebbe del sonno dei giovinastri per compiere giustizia incendiando la loro Range Rover ma preso da scrupoli rinuncia. Sono passate ventiquattr’ore. Un altoparlante da un elicottero invita gli automobilisti a riaccendere i motori. L’imprenditore si mostra soddisfatto per aver perlomeno ingaggiato una giovane cantante esordiente, per ripagarla di una prestazione sessuale. I due giovani vogliono dimenticare l’accaduto. La notte cala, tuttavia, sulle colonne di auto senza che queste effettivamente ripartano.




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