Omicidio Loris Stival: In Aula Veronica Panarello Piange e Rivela Tutto

Inserito in Cronaca, Primo piano | Scritto lunedì, 26 settembre 2016 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

Questa mattina nell'aula del tribunale di Ragusa si sta dibattendo l'Omicidio Loris Stival. Veronica Panarello è in lacrime davanti ai giudici

Oggi è il giorno della verità per l’omicidio di Loris Stival, o almeno di quella processuale visto che in aula la madre Veronica Panariello proprio in questi minuti sta raccontando come sono realmente andate le cose in quel terribile sabato mattina di fine novembre. Per l’esattezza era il 29 novembre del 2014 e quel giorno resterà impresso nella memoria di molti italiani che hanno seguito sin dall’inizio la storia del piccolo Loris.

loris stival

Una denuncia per scomparsa fatta da mamma Veronica quando è andata a prendere il figlio a scuola e ha scoperto che il bambino non era mai entrato in classe. Iniziano le ricerche e la notizia si diffonde a macchia d’olio sui media e sui social. A fine pomeriggio Loris viene ritrovato morto, buttato come un sacco dell’immondizia in fondo ad un canalone.

Nell’aula del Tribunale di Ragusa il processo si sta svolgendo a porte chiuse, ma sono presenti Davide Stival (marito di Veronica e padre del bambino) e anche Andrea Stival (suocero di Veronica). E’ proprio contro quest’ultimo che la mamma di Loris sta ancora puntando il dito. Tra le lacrime ha raccontato: “Ad uccidere Loris è stato mio suocero Andrea Stival. Tutto è cominciato quando, in casa, ho legato i polsi di mio figlio con delle fascette. Poi è squillato il mio cellulare e mi sono allontanata per qualche minuto. Quando sono tornata, ho trovato Loris con un cavetto usb al collo“.

Veronica Panarello, però, non sembra aver convinto i giudici. La sua versione non è credibile e, tra l’altro, il signor Andrea Stival si è costituito parte civile contro la nuora. La sentenza per l’omicidio Loris Stival è attesa per ottobre, ma Veronica Panarello sembra comunque molto tranquilla, almeno stando alle parole dell’avvocato Francesco Villardita che ha sempre creduto nell’innocenza della sua assistita: “Determinata, agguerrita, serena ma sicura di sé e pronta a raccontare tutta la verità“.




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