Sa di Dover Morire e Scrive una Lettera Aperta: «Vi consiglio di Sposare mio Marito»

Inserito in Cronaca, Esteri | Scritto martedì, 14 marzo 2017 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

Amy sapeva che il cancro da cui era affetta non le avrebbe lasciato scampo e ieri difatti è morta. Ma la settimana scorsa aveva scritto una lettera aperta

Quanto può essere grande l’amore di una donna per il proprio uomo? Vien da dire immenso dopo aver letto le parole di Amy Krouse Rosenthal, una scrittrice americana di racconti per bambini che sapeva di non aver più molto tempo da trascorrere con l’uomo con cui era sposata da 26 anni. Ho usato il termine era perché Amy non ce l’ha fatta, è morta proprio ieri a causa di un cancro ovarico di cui aveva scoperto l’esistenza solo un anno e qualche mese fa.

lettera aperta

La scorsa settimana Amy aveva scritto una lettera aperta sul New York Times in cui descriveva suo marito come un uomo meraviglioso che nessuna donna avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire. Eccovi alcune parti.

«Sto cercando di scrivere queste righe da un po’, ma la morfina e la mancanza di cheeseburger saporiti (sono passate cinque settimane senza che mangi del cibo vero) mi hanno privato di energia e hanno interferito con la mia abilità di scrittura. Eppure, devo farlo, perché sono di fronte a una scadenza. Ho bisogno di dirvi questo mentre ho

a) la vostra attenzione

b) l’impulso.

Sono stata sposata con l’uomo più straordinario che ci sia per 26 anni. Pensavo di rimanerci insieme almeno per altri 26. Volete che vi racconti un scherzo di cattivo gusto? Marito e moglie vanno al pronto soccorso in tarda serata, il 5 settembre 2015. Poche ore e qualche test dopo, il medico chiarisce che il dolore insolito che la moglie sente sul lato destro non è appendicite, ma cancro ovarico.

Molti progetti vengono immediatamente stati annullati. Nessun viaggio con mio marito e i genitori in Sud Africa. Nessun tour da sogno in Asia con mia madre. Nessun soggiorno scuola per scrittori in India, Vancouver, Jakarta. Non mi meraviglio che le parole “cancro” e “cancello” si somiglino.

Per quanto riguarda il futuro, permettetemi di presentarvi il protagonista di questo articolo, Jason Brian Rosenthal. È un uomo di cui è facile innamorarsi. Io l’ho fatto in un giorno.

Mi spiego: il migliore amico di mio padre, “zio” John, conosceva Jason e me, separatamente, da tutta la vita, ma Jason e io non ci eravamo mai incontrati. Sono andata al college e ho iniziato il mio primo lavoro in California. Quando mi sono trasferita a Chicago, John – che ha pensato che Jason e io saremmo stati perfetti l’una per l’altro – ha organizzato un appuntamento al buio.

Era il 1989. Avevo solo 24 anni. Avevo esattamente zero aspettative. Ma quando Jason ha bussato alla porta della mia piccola casa di legno, ho pensato: “Uh-oh, c’è qualcosa di molto simpatico in questa persona”. Alla fine della cena, ho capito che volevo sposarlo. Jason? Lo ha saputo un anno più tardi.

Non sono mai stata su Tinder, ma ho intenzione di creare un profilo per Jason proprio qui, in base alla mia esperienza di persona che ha vissuto con lui per qualcosa come 9.490 giorni.

In primo luogo, i fondamentali: è alto 1,55 metri, pesa 72 chili e mezzo, ha i capelli sale e pepe e gli occhi nocciola. Questa lista non rispetta alcun ordine particolare perché tutto è importante per me in qualche modo.

I nostri giovani figli adulti, Justin e Miles, spesso prendono in prestito i suoi vestiti. Chi lo conosce sa che ha un gusto favoloso per i calzini. È in forma e si diverte a mantenersi in forma.

Sul tema del cibo, lui sa cucinare. Dopo una lunga giornata, non c’è gioia più dolce che vederlo entrare con una busta della spesa e olive e un formaggio gustoso che ha comprato prima di andare a lavorare. Jason ama ascoltare musica dal vivo; è la cosa che preferiamo fare insieme, e nostra figlia di 19 anni, preferisce andare ai concerti con lui che con chiunque altro.

Quando stavo lavorando al mio primo libro autobiografico, il mio editore mi chiedeva di parlare più di lui. Diceva: “Mi piacerebbe sapere di più di questo personaggio”. Naturalmente, sono d’accordo: è davvero un personaggio accattivante.

È anche un padre assolutamente meraviglioso. Chiedete a chiunque. Jason dipinge. Amo le sue illustrazioni. Io lo definirei un artista, se non ci fosse quella laurea in legge che lo tiene nel suo ufficio in centro quasi tutti i giorni dalle 9 alle 17. O, almeno, lo ha fatto prima che mi ammalassi.

Se siete alla ricerca di un ideale compagno di viaggio, Jason è il vostro uomo. Ha anche una certa sensibilità per le piccole cose: cucchiaini da degustazione, vasetti, una mini-scultura di una coppia seduta su una panchina, che mi ha regalato come un promemoria di come la nostra famiglia ha cominciato a essere tale.
Ecco il tipo di uomo che Jason è: fin dalla prima ecografia mi ha portato i fiori. È un uomo che, svegliandosi sempre presto, mi sorprende ogni domenica mattina, creando una sorta di faccina sorridente con quello che trova vicino alla caffettiera: un cucchiaio, una tazza, una banana. È un uomo che torna dal minimarket e dice: “Dammi la mano”. E, voilà, compare un dolcetto.

Vorrei mi rimanesse più tempo da passare con Jason. Più tempo con i miei figli. Più tempo sorseggiando Martini al Green Mill Jazz Club il giovedì sera. Ma questo non accadrà. Probabilmente mi rimangono pochi giorni su questo pianeta. Allora, perché sto facendo questo?

Il più autentico dono che possa desiderare è che la persona giusta legga queste parole, trovi Jason, e inizi con lui un’altra storia d’amore. Libero intenzionalmente questo spazio per regalare a voi due il nuovo inizio che meritate».






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