Unicusano, l’eccellenza anche nella Facoltà di Ingegneria

Inserito in Cultura, Scuola | Scritto martedì, 18 aprile 2017 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

L'Università degli Studi Niccolò Cusano ha ottenuto il sesto posto nella speciale classifica Vqr. La Unicusano è in grado di offrire solo il meglio ai suoi studenti

Malgrado l’Università degli studi Niccolò Cusano abbia da poco festeggiato il suo decimo compleanno ed è quindi relativamente giovane, è riuscita a conquistarsi un posto di tutto rispetto tra le Università di un certo spessore. La determinazione ad essere l’eccellenza ha fatto ottenere alla Facoltà di Ingegneria il sesto posto nella speciale classifica Vqr (Valutazione della qualità della ricerca), stilata dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e la ricerca.

unicusano

Gli studenti stessi hanno capito che conseguire la laurea in Ingegneria alla Unicusano significa ottenere il meglio visto che dalle 20 matricole iniziali, in soli tre anni sono diventate circa mille. Un risultato che non può passare inosservato e che lascia chiaramente intendere che l’ateneo offre il meglio anche grazie al personale di alto livello che lavora a stretto contatto con i ragazzi. Tutto questo è stato possibile perché la struttura ha fatto dei grossi investimenti sia in termini di tempo che economici con la creazione del laboratorio che è il fiore all’occhiello della Unicusano.

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L’Università Niccolò Cusano, proprio grazie al suo laboratorio, ha vinto due progetti Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale), banditi dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Il nostro progetto– ha sottolineato il Prof Stefano Guarino, dell’Area Ingegneria Industriale, Meccanica ed Elettronica – mira a ottenere dei rivestimenti per chiglie di barche e navi che siano antivegetativi, che evitino la formazione di alghe e vegetazione varia sullo scafo della barca. Questo da un lato si traduce in un minor attrito dello scafo, quindi un minor consumo energetico, dall’altro evita il diffondersi delle diverse specie vegetative da un territorio ad un altro. È un progetto a cui crediamo molto, sviluppato in collaborazione con altre aziende italiane, in particolare la Azimut Benetti che produce navi e yacht di alto profilo. Questo anche per dire che la ricerca che facciamo qui- ha concluso- ha un impatto  decisivo e può essere utilizzata dal mondo industriale per poi avere dei prodotti di elevato profilo”.

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