Berlusconi: appello in tv

Inserito in Cronaca, Politica, Primo piano | Scritto lunedì, 17 gennaio 2011 | Autore AntonioM | Commenta per primo

Il Tg5 fa da trampolino all’arringa difensiva di Berlusconi. Ieri sera, nel consueto appuntamento serale del telegiornale, il premier si è riservato una buona fetta di tg per esporre le proprie libere considerazioni su magistratura e stampa, e per difendere la sua dignità personale messa gravemente in pericolo dal costante accanimento giudiziario. Berlusconi ne ha […]

Il Tg5 fa da trampolino all’arringa difensiva di Berlusconi. Ieri sera, nel consueto appuntamento serale del telegiornale, il premier si è riservato una buona fetta di tg per esporre le proprie libere considerazioni su magistratura e stampa, e per difendere la sua dignità personale messa gravemente in pericolo dal costante accanimento giudiziario.

Berlusconi ne ha per i magistrati :“Non è un paese libero quello in cui una casta di privilegiati ritiene, in nome della legge, di poter esercitare i propri poteri contro chi è stato democraticamente eletto a cariche pubbliche. Le indagini dei Pm nei miei confronti hanno le stesse modalità di quelle condotte contro i mafiosi: è inaudito, è una persecuzione che dura ormai da tempo” , così come ne ha anche per la stampa : ” sempre pronta a screditare”. Ma sul caso Ruby e su tutte le vicende che lo coinvolgono in presunti scandali sessuali, aggiunge ” Non ho mai dovuto pagare per poter stare insieme ad una donna. Non è mai successo, e questo è screditante e infamante per la mia persona”.

Un’ autodifesa in piena regola per Berlusconi, che ha anche rispolverato qualche teatrale gesto di scoramento, dolore e passione. In un’orario di prima fascia televisiva in cui milioni di italiani erano davanti alla Tv, e i quali hanno potuto assistere ancora una volta, come già in passato, ad una difesa mediatica del premier.

Ma Berlusconi focalizza principalmente sulla magistratura la propria attenzione ” a questi Pubblici Ministeri non è evidentemente piaciuto l’esito del voto di fiducia del 14 dicembre tanto che, subito dopo, mi hanno iscritto nel registro degli indagati. E’ gravissimo, aggiungo, che gli atti di queste indagini non siano state trasmesse al Tribunale dei Ministri come prescrive la legge”.

Nulla è stato detto dal Premier circa la sua futura presenza o meno in Procura, al fine di rendere le dichiarazioni ai magistrati sul caso Ruby. L’invito a comparire recapitatogli dai pm ne chiede la presenza per il 21, il 22 o il 23 Gennaio. Sembra che la strategia dei legali del premier sia quella di ricorrere al legittimo impedimento per poter prendere tempo.




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