La crisi libica e le ripercussioni sul prezzo del petrolio

Inserito in Borsa e finanza, Economia | Scritto lunedì, 21 febbraio 2011 | Autore AntonioM | 1 Commento

La crisi libica tocca davvero tutti. E non solo per le vittime, le ripercussioni sociali e attinenti al ‘world governement’, ma anche per i suoi riflessi sull’economìa globale, e nella fattispecie nel mercato del petrolio. Il Brent tocca il picco di 105 dollari al barile, ai massimi da settembre 2008, e gli economisti hanno già […]

La crisi libica tocca davvero tutti. E non solo per le vittime, le ripercussioni sociali e attinenti al ‘world governement’, ma anche per i suoi riflessi sull’economìa globale, e nella fattispecie nel mercato del petrolio.

Il Brent tocca il picco di 105 dollari al barile, ai massimi da settembre 2008, e gli economisti hanno già sentenziato che la situazione non dovesse stabilizzarsi in fretta ‘potrebbe mettere le ali e volare a livelli molto rischiosi  per la ripresa economica mondiale’.

Certamente la Libia è un paese molto importante da un punto di vista energetico, 4° esportatore mondiale di petrolio dietro Nigeria, Algeria e Angola, con una produzione di 1,8 milioni di barili al giorno. E anche sul fronte metano il paese di Gheddafi ha una posizione molto rilevante, dal momento che l’Opec stima che abbia riserve di gas per 1.540 miliardi di metri cubi ed esportazioni per oltre 10 miliardi di metri cubi l’anno.

Se la Libia decidesse di chiudere le ‘manopole’, in definitiva, sarebbero guai seri poichè il prezzo dei carburanti salirebbe alle stelle.

Al momento – ha spiegato il presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vitanon ci sono riflessi di nessun genere, ma speriamo che le tensioni durino il meno possibile, perché altrimenti alla lunga potrebbero esserci delle ripercussioni sui prezzi“.




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