Calciomercato Inter, parla Moratti: “Lavezzi e Forlan per il dopo Eto’o, Tevez difficile; Sneijder resta”

Inserito in Calcio, Primo piano | Scritto mercoledì, 17 agosto 2011 | Autore Domenico M. | Commenta per primo

Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, il presidente Massimo Moratti annuncia le mosse che porteranno alla rifondazione della sua Inter dopo i fasti dell’era Eto’o: “Nessun dramma per l’addio a Samuel Eto’o: ricordate come andò a finire quando cedemmo Ibrahimovic? Samuel è un professionista serissimo e quando ci sarà l’addio, e se ci sarà, mi […]


Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, il presidente Massimo Moratti annuncia le mosse che porteranno alla rifondazione della sua Inter dopo i fasti dell’era Eto’o:

“Nessun dramma per l’addio a Samuel Eto’o: ricordate come andò a finire quando cedemmo Ibrahimovic? Samuel è un professionista serissimo e quando ci sarà l’addio, e se ci sarà, mi mancherà molto. Per noi è stato un trascinatore, un top-player a tutti i livelli. Quando arrivano offerte del genere è difficile poterle eguagliare. Il fair-play finanziario è una cosa seria e non ci si scherza. Ma non dite che Eto’o mi ha chiesto il rinnovo: non è vero”.

“I nomi che leggo sono quelli giusti: seguiamo Tévez, Lavezzi, Forlán. Dico che sarà dura arrivare all’attaccante del City, per gli altri stiamo valutando. Vedremo. Se mi sono sentito con De Laurentiis per il Pocho? Sì, la telefonata c’è stata, ma nulla è deciso. Giuseppe Rossi? Cerchiamo altre caratteristiche”.
“Sneijder? Lui resta con noi, una trattativa per cederlo non è mai nata. Poi, con la partenza eventuale di Eto’o, la sua permanenza è ancora meno in dubbio. Anche quest’anno sarà una grande Inter. L’anno scorso abbiamo avuto qualche passaggio a vuoto nei momenti decisivi e per questo non abbiamo vinto di più, ma la struttura di squadra è forte. Forse perderemo Eto’o, ma l’ossatura c’è e Gasperini ci darà un gioco”.

“Ha ragione Galliani: bisogna aumentare il potenziale economico per competere con gli altri paesi avanzati. Per il resto, il campionato resta equilibrato: il Milan ha preso Mexes ed è rimasto la squadra dell’anno scorso; non mi dispiace la Juventus, molto rinforzata; Roma da inquadrare, mentre occhio a Napoli e Lazio”.

“Lo scudetto 2006? Potrei chiamare qualche collega e regalarglielo…”, risponde sarcastico il numero uno interista. “Calciopoli dipende dagli altri, non da me. E non ho alcun senso di colpa, come vorrebbero farci avere gli altri. L’Italia è un Paese strano”.




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