Veneto alla Lega Nord. Galan pronto a correre da solo

Articolo pubblicato il 16/10/2009 alle ore 17:35

Giancarlo GalanÈ sempre più ver­de il colore del Veneto. Verde Lega, per essere espliciti. I ven­ti di ritorno che soffiano dalla Capitale, dopo l’incontro di mercoledì sera a palazzo Gra­zioli fra il padrone di casa Sil­vio Berlusconi e l’ospite Um­berto Bossi (ciascuno con il ri­spettivo stato maggiore), por­tano a Venezia notizie poco fa­vorevoli per il futuro di Gian­carlo Galan, che pure era stato ricevuto poco prima dal capo del governo e del Pdl. «È stata una riunione impor­tante», si la­scia sfuggire uno dei pre­senti, Aldo Brancher, sot­tosegretario per il Federali­smo nonché ufficiale di collegamento tra i due cam­pi alleati. Se non proprio ultimativa, decisamente importante. Per­ché sono avvenuti alcuni pas­saggi che indirizzano la deci­sione finale su un binario ben delineato.

Anzitutto, riferiscono le cro­nache romane che, durante la sua permanenza a palazzo Gra­zioli, il governatore Galan sa­rebbe stato oggetto di un di­screto sondaggio d’intenzio­ne, rispetto alla sua disponibili­tà a un passo indietro nella cor­sa per la ricandidatura. Va da sè che, su questo punto, Galan non è arretrato di un millime­tro. Più tardi, però, sono entrati in scena Bossi, Calderoli, Tre­monti, Ghedini, Brancher e il plenipotenziario governativo Gianni Letta. E la discussione ha preso una piega molto deci­sa. Il premier ha messo sul ta­volo la sua volontà di procede­re spedito con la madre di tut­te le riforme, la giustizia, chie­dendo all’alleato leghista il massimo sostegno per supera­re gli inevitabili ostacoli che si frapporranno lungo il cammi­no parlamentare. In cambio, Berlusconi sarebbe pronto a concedere il suo benestare a una candidato presidente le­ghista per il Veneto.

L’intesa tra i due leader del centrode­stra sarebbe solidamente incar­dinata sulle basi di questo do ut des. Però una formalizzazio­ne dell’accordo è stata giudica­ta prematura, per rispetto ver­so il terzo attore protagonista sulla scena politica di maggio­ranza: Gianfranco Fini, che al­la cena di palazzo Grazioli non era presente. Prima di ufficia­lizzare qualsiasi decisione, Ber­lusconi e Bossi dovranno parla­re con lui (il premier lo ha già fatto ieri, siglando un trattato di pace con l’ex leader di An), nel corso di un incontro a tre che si terrà probabilmente la prossima settimana. Il destino del soldato Galan, insomma, sarebbe appeso alla volontà di Fini di ergersi o meno a baluar­do anti-leghista dentro il Pdl. Però c’è da ricordare che il pre­sidente della Camera, nel cor­so di un faccia a faccia con Um­berto Bossi avvenuto la scorsa settimana, aveva riconosciuto la legittimità delle pretese del­la Lega a esprimere un proprio candidato governatore in una grande regione del Nord.

Via | corriere.it

Daniele Ceschi


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Articolo scritto da Daniele Ceschi il 16/10/2009
Categoria/e: Politica.

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