Interrogatorio Tarantini: “Soldi dati da Premier spontaneamente”

Inserito in Cronaca, Politica | Scritto sabato, 03 settembre 2011 | Autore AntonioM | Commenta per primo

Dopo quasi 7 ore, si è concluso interrogatorio-fiume dell’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini e della moglie Angela Devenuto, arrestati giovedi’ scorso con l’accusa di estorsione al Presidente del Consiglio. Gli avvocati dei due, Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, hanno lasciato il carcere di Poggioreale dopo avere assistito i loro rispettivi clienti. Al termine queste le loro […]

Dopo quasi 7 ore, si è concluso interrogatorio-fiume dell’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini e della moglie Angela Devenuto, arrestati giovedi’ scorso con l’accusa di estorsione al Presidente del Consiglio.

Gli avvocati dei due, Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, hanno lasciato il carcere di Poggioreale dopo avere assistito i loro rispettivi clienti. Al termine queste le loro dichiarazioni:  ”Lavitola aveva fatto credere a Tarantini che Berlusconi lo avesse abbandonato: per questo motivo Gianpaolo era molto amareggiato e dubitava che Berlusconi mantenesse la promossa di aiutarlo”.

Gli avvocati, Diddi e Filippelli, hanno confermato che al gip l’indagato ha ripetuto le circostanze gia’ contenute nel memoriale difensivo del 31 agosto scorso; in particolare Tarantini avrebbe ribadito che le somme di denaro versate da Berlusconi rappresentavano soltanto l’aiuto di un amico ad una persona che si era improvvisamente trovata in condizioni di bisogno dopo aver vissuto una vita molto agiata.

”A Bari – hanno detto gli avvocati – Gianpaolo Tarantini ha lasciato moltissimi debiti. Deve soldi, per esempio, al benzinaio ed ai fornitori di cibo e di vino. Inoltre, si sente responsabile delle disavventure del fratello, che ha trascinato con se’ in questa vicenda. Il denaro ricevuto da Berlusconi non serviva percio’ a condurre una vita lussuosa ma a rimediare ad una serie di errori commessi”.

Berlusconi confermerebbe la versione dell’aiuto e dello spirito di solidarietà, contrastando la versione dei magistrati circa il compito preciso del Tarantini di fornire escort al premier e di un potere dello stesso Tarantini chiamato “ricattabilità”.




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