Intervistato dal Corriere, Umberto Bossi cerca di stemperare gli animi nel mondo politico, invitando tutti ad abbassare i toni e invitando lo stesso Premier a recitare il mea culpa per il pasticcio liste: “Se ho parlato con Berlusconi? Sì. L’ho trovato teso, arrabbiato, molto agitato. Vuol fare quella manifestazione a Roma. Io capisco le sue motivazioni, ma resto del mio parere: sarebbe stato meglio se si fosse trattato prima. Ed era meglio se la sua lista fosse stata ammessa”.
Da decifrare, poi il destinatario di una seconda frecciatina che il leader della Lega nel corso della stessa intervista decide di lanciare a qualche altro soggetto politico: “Ora basta. È il momento di abbassare la voce. Tutti continuano a gridare, ma nessuno è così sicuro di avere le carte in regola per poterlo fare. Dunque, meglio moderare i toni”. Difficile comprendere se il riferimento è alla sinistra, che ieri ha deciso di scendere in piazza a Roma contro la libertà di pensiero e di informazione, nonostante sia stata la “destra” la vittima del momento, oppure se ci si rivolge proprio al Pdl, che ha deciso di puntare il dito contro la magistratura (Tar) e l’opposizione per il pasticcio venuto a galla.