Interessante studio pubblicato nelle ultime ore dal Journal of General Internal Medicine, secondo cui la prescrizione medica tenderebbe a far diminuire significativamente il tasso di errori nel mondo della medicina.
L’analisi, più in particolare, è stata portata avanti dai ricercatori del Weill Cornell Medical College di New York, che, coordinati da Rainu Kaushal, hanno preso in esame 12 ambulatori newyorkesi. Mentre quelli ancorati alla tradizione hanno confermato il 37% di errori (diminuendo appena di un punto percentuale il dato dell’anno precedenti), quelli che invece hanno deciso di adottare un approccio elettronico, passando così ad una nuova era, hanno visto il tasso di errore calare in modo a dir poco significati: dal 42% al 6%.
Non ci sono conferme empiriche in tal senso, ma in molti ritengono che spesso gli errori traggono origine dalla pessima calligrafia dei medici, che spesso e volentieri risulta letteralmente incomprensibile per farmacisti e pazienti, generando così errori che si possono evitare senza se e senza ma attraverso l’approccio di tipo elettronico. Kaushal ha poi sottolineato: “Il nostro studio è il primo che valuta l’impatto dei sistemi di prescrizione elettronica in piccoli ambulatori di comunità rurali o periferiche, dove le novità faticano ad arrivare”.