Juventus, Caceres a “Filo diretto”: “Vidal ed io sostituiremo al meglio Chiellini e Barzagli”

Inserito in Calcio | Scritto venerdì, 09 marzo 2012 | Autore Domenico M. | Commenta per primo

Questa settimana è Martin Caceres il grande protagonista di “Filo Diretto”, una trasmissione in onda su Juventus Channel. Di seguito la trascrizione a cura di “TuttoJuve”: Grazie per l’autografo che mi hai fatto. Come è nato il soprannome “El Pelado”? “E’ un piacere fermarsi fuori dal centro sportivo per firmare autografi e scattare qualche foto. […]

Questa settimana è Martin Caceres il grande protagonista di “Filo Diretto”, una trasmissione in onda su Juventus Channel. Di seguito la trascrizione a cura di “TuttoJuve”:

Grazie per l’autografo che mi hai fatto. Come è nato il soprannome “El Pelado”?
“E’ un piacere fermarsi fuori dal centro sportivo per firmare autografi e scattare qualche foto. Il soprannome ce l’ho da tanti anni. Circa quindici anni fa giocavo sempre a calcio e avevo questi capelli lunghi. Un giorno mia madrea è arrivata e me li ha tagliati a zero. E da lì, El Pelado”.

Per te è stato uno choc…
“Sì, mi piacciono i capelli lunghi”.

Volevo un tuo parere su Messi e sul nostro Capitano…
“Ho giocato con lui nel Barcellona, lui è un grande, credo non si possa dire niente come giocatore e come persona. L’anno che ho giocato con lui ho appreso molto da lui, perchè come persona e come giocatore non si può dire più di quello che già si vede. Su Del Piero, ho la fortuna ed il piacere di giocare con lui, è un mito, non è che si possa dire tanto di più. E’ una grande persona, ha fatto la storia di questo club e sono molto contento di essere tornato a giocare insieme a lui, è una grande campione e un grande uomo”.

E poi cosa pensi del nostro stadio, visto che hai giocato al Camp Nou.
“Mi piace. La Juve è la prima squadra che ha un suo stadio in Italia. E’ un grande stadio e credo che per il tifoso della Juventus sia un piacere enorme. Dà una carica enorme alla squadra”.

Cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori da bambino, cosa ti porti dentro?
“L’umiltà e il sacrificio soprattutto. Poi in Uruguay si vive diversamente rispetto all’Europa, le abitudini, la cultura, la tradizione sono diverse. Ma l’umiltà, il sacrificio, il cercare di fare sempre le cose per bene, sono cose che valgono ovunque”.

Sei preoccupato per l’emergenza difesa che ci sarà domenica a Genova? Hai parlato con Vidal? Riuscirete a proteggere la porta di Gigi?
“Ovviamente mancano due grandi giocatori come Barzagli e Chiellini. Se ho l’opportunità di giocare con Arturo in difesa, lo faremo nella maniera migliore per sopperire a queste due pesanti assenze che abbiamo”.

Tu ti senti un sudamericano diverso dai giocatori che solitamente arrivano dal Sudamerica?
“Ovviamente ai giocatori uruguagi piace più andare sulla gamba che sulla palla (ride, ndr). A me però piace anche giocare la palla, soprattutto quando gioco terzino. Forse sì, sono un po’ diverso dagli giocatori sudamericani”.

Come hai preso la notizia di mister Conte squalificato contro il Genoa? Credi che la sua assenza possa essere determinate per l’esito della gara?
“E’ difficile senza il mister, perchè il mister è tutto. Uno quando gioca e sente il mister fuori, sa di avere una presenza importante, è uno che partecipa molto dalla panchina, vive la gara con i giocatori, dà tanto. Ma cercheremo di giocare nel miglior modo possibile per vincere a Genova”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“E’ che sono sempre a Vinovo, non vado altrove (ride, ndr). Sto con mia moglie e la mia bambina di cinque anni”.

Maschietto o femminuccia?
“Femminuccia, Martina”.

Da bambino avevi un idolo?
“Un uruguagio, Enzo Francescoli. Da bambino non conoscevo molto il calcio europeo ed il mio idolo era quindi un uruguagio”.

Si parla di calcio europeo in Sudamerica?
“Si parla più di calcio uruguagio e dopo tutto il resto”.

Cosa ti ha convinto a tornare qui?
“Tutto. Per il club, che un club con tanta storia, è una squadra molto molto grande. Ma anche per tutto quello che ho trovato qui, l’organizzazione, la città, i compagni…”.

Hai sempre desiderato di tornare…
“Si, nella mia testa c’era la Juve”.

Quali sono i tuoi punti di forza?
“La forza, la determinazione, allenarsi sempre tanto e allenarsi bene. Poi è chiaro che è il campo che deve dare i risultati. Però se uno si prepara bene, crede in quello che fa e lo fa con grande forza di volontà, poi i risultati arrivano”.

Dove invece devi ancora migliorare?
“Tanto, sono giovane, ho solo 24 anni. Ogni giorno uno apprende molto”.

Hai sempre voluto fare il difensore?
“Sì, tutte le posizioni della difesa. Ovviamente poi mi piace anche andare in avanti”.

Poi tu ogni tanto qualche gol lo fai…
“Quando gioco da terzino sono più vicino alla porta…quando posso sì”.

Pensi che potresti giocare anche come esterno di centrocampo?
“Se c’è da farlo, lo faccio senza nessun problema”.

Anche in porta?
“Nooo (ride, ndr). Ovviamente io gioco in difesa e sto bene lì, però se dovessere esserci la necessità di giocare anche come esterno di centrocampo lo farei”.

Come vedi il campionato italiano quest’anno e che differenza hai trovato con il campionato spagnolo?
“Il calcio italiano è sempre duro, forte, e lo è anche quest’anno. Credo sia totalmente differente a quello spagnolo, che è un più fluido. In quello italiano c’è più combattimento e più equilibrio tra le squadre rispetto a quello spagnolo, dove dominano Barcellona e Real Madrid. Anche la partita contro il Bologna dell’altro giorno è stata difficile”.

E anche domenica a Genova vi aspetta un’altra gara dura…
“Di più, credo di sì”.

Che effetto ti fa quando vieni paragonato a Montero? Siete simili come caratteristiche?
“Quando mi paragonano a Montero mi viene un po’ d’ansia perchè ha fatto tantissimi anni alla Juve, ha vinto tantissimo, è stato un grandissimo campione. Io sono agli inizi . Anche se abbiamo caratteristiche simili, ho ancora tanta strada da fare”.

Come giocherete contro il Genoa?
“Non so ancora come giocheremo, ma ci stiamo allenando per preparare al meglio la partita”.

Differenze tra lo spogliatoio della Juve di quest’anno e quello di due anni fa?
“Il cambio dei giocatori. Rispetto ad un anno e mezzo fa sono rimasti cinque-sei giocatori, Marchisio, Del Piero, Buffon, De Ceglie, Marrone…Lo spogliatoio di oggi è fatto sicuramente di grandi giocatori, con grandi qualità, c’è compattezza ed un grande ambiente”.

Lazio, udinese, Roma, Inter: quali squadre temi di più per l’obiettivo secondo posto? Credi nello scudetto? Quali sono le differenze tra Milan e Juve?
“Lazio e Udinese stanno andando molto bene e premono per crescere: forse sono le due squadre da temere un po’ di più. Milan e Juve sono due grandi squadre, ovviamente il Milan arriva da tante vittorie, ha vinto lo scorso campionato, si conoscono da più tempo”.

Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare quando giochi? Come ti prepari alle partite? Senti la tensione nervosa?
“Mi arrabbio quando perdo. L’unica cosa che conta è vincere, quindi perdere mi fa arrabbiare tantissimo. Prima delle partite, mi concentro un’ora-un’ora e mezza prima, però non sono teso, sono tranquillo”.

Tu con chi dormi in camera?
“Con Elia”.

E’ simpatico?
“Sì, sì”.

Ha voglia anche lui di giocare?
“Direi di sì. Spero ci sia spazio anche per lui”.

 




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