Venezia, tromba d’aria in laguna, tanta paura molti danni

Inserito in Cronaca, Primo piano | Scritto martedì, 12 giugno 2012 | Autore Vincenzo | Commenta per primo

Devastato il parco della Certosa, a Sant'Elena cade un muro di cinta dello stadio. Danni alle colture. Salvati 15 bambini intrappolati in un container. Il ricordo del 1970 quando 21 vittime annegarono in vaporetto.

VENEZIA – Oggi la furia cieca di un tornado all’improvviso si è abbattuta sulla laguna di Venezia. Tanti i danni e solo un ferito lieve, fortunatamente  nessun morto come era avvenuto l’11 settembre 1970, quando una tromba d’aria aveva prima alzato come un fuscello il motoscafo ‘130’ dell’Acnil (ora Actv) e poi lo aveva fatto inabissare nelle acque della laguna, a Sant’Elena, allora gli annegati erano stati 21. Il tornado ha scoperchiato i tetti di case nelle isole, abbattuto decine di alberi, raso al suolo una serra artigianale e divelto pali della luce.  Attorno alle 11 di stamane, l’orizzonte veneziano si è oscurato di nubi con la sagoma di una tromba d’aria che nera avanzava prima verso il Lido e poi Sant’Elena. L’acqua della laguna si è increspata, un colore cupo ha annunciato la devastazione.

In un attimo l’onda del vento ha ammassato una sull’altra barche del diporto, ha fatto cadere rami e alberi – uno ha abbattuto un muro dello stadio – ha sconquassato i viali della scuola navale militare ‘Morosinì, ha rovesciato i container in uso alle società remiere, sfiorato il ceppo in ricordo delle vittime di 42 anni fa. All’interno di un container hanno cercato rifugio dei ragazzini, una quindicina, che stavano seguendo un corso di vela. Sono stati attimi di paura quando il rumore sordo di un albero divelto è entrato nel container; il tronco nella caduta, invece, non l’ha investito ma si è posato davanti alla porta impendendone l’apertura. Una squadra dei vigili del fuoco è intervenuta e i ragazzini sono stati ‘liberatì. Chiuso il capitolo ‘soccorso persone’ – solo un giovane in area Sant’Elena ha riportato un colpo alla testa ed è stato portato all’ospedale per un sospetto trauma cranico – per i vigili del fuoco si è aperto quello degli interventi per mettere in sicurezza tetti e immobili danneggiati. Il sindaco Giorgio Orsoni ha messo subito a disposizione dei fondi per gli interventi più urgenti e le persone in difficoltà.

Il tornado ha risparmiato nella sua corsa il resto del centro storico, incanalandosi verso l’isola della Certosa – devastando il parco – e poi verso Sant’Erasmo, forse l’area più colpita, con i tetti di 12 case ‘volatì via e milioni di danni alle colture. Impietoso il bilancio tracciato dal comandante dei vigili del fuoco di Venezia, Loris Munaro: «ha abbattuto alberi e scoperchiato pesantemente i tetti di case a Sant’Erasmo. Al Parco della Certosa c’è stata un’ecatombe di alberi. In pratica il parco non c’è più». Centinaia le chiamate anche ai centralini dei distaccamenti lungo il litorale veneziano, solo Jesolo e Bibione sono state risparmiate. Ma il maltempo, non ha toccato solo il veneziano. Un’altra zona vittima del maltempo di questa primavera che non volge all’estate è stata l’area bergamasca, dove a preoccupare sono le piene del Serio, Brembo e Olio alimentate dalle intense piogge. In tutta la provincia sono segnalati allagamenti di strade e scantinati, mentre smottamenti sono registrati sul monte Canto, in località Riviera, e sulla strada di Cà De Rizzi, a Pontida. Anche qui, la furia degli elementi ha risparmiato le persone.




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