Lazio, Piero Marrazzo: “Vicenda frutto di debolezza privata”

Articolo pubblicato il 24/10/2009 alle ore 19:43

Dopo l’inchiesta sull’estorsione subita, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, si è autosospeso da ogni incarico. I suoi poteri sono stati delegati al vicepresidente Esterino Montino. “La vicenda è frutto di una debolezza della mia vita privata – fa sapere il governatore – e ho sempre agito da solo. Gli errori non hanno mai interferito nella mia attività ma ora la mia permanenza è inopportuna. Rinuncio a ogni indennità”.

“Ho detto la verità ai magistrati prima che l’intera vicenda fosse di pubblico dominio”, ha spiegato il Governatore in una nota. “L’inchiesta sta procedendo speditamente anche grazie a quelle dichiarazioni, che sono state improntate dall’inizio alla massima trasparenza. Si tratta di una vicenda personale in cui sono entrate in gioco mie debolezze inerenti alla mia sfera privata, e in cui ho sempre agito da solo”, ha aggiunto. “Nelle condizioni di vittima in cui mi sono trovato ho sempre avuto come obiettivo principale quello di tutelare la mia famiglia e i miei affetti più cari; gli errori che ho compiuto non hanno in alcun modo interferito nella mia attività politica e di governo”, spiega Marrazzo.

“Ho deciso di autosospendermi immediatamente e a tal fine ho conferito al vicepresidente la delega ad assumere la provvisoria responsabilità di governo e di rappresentanza ai sensi della normativa vigente, rinunciando a ogni indennità e beneficio connessi alla carica”, si legge nel testo. “In considerazione degli importanti provvedimenti di governo e legislativi che nell’immediato dovranno essere assunti, in virtù della particolare congiuntura economica e anche in relazione alle funzioni che svolgo in qualità di commissario di Governo, ho deciso di aprire un percorso che porti alle mie dimissioni dalla carica di presidente della Regione”, ha concluso.

All’autosospensione seguiranno le dimissioni. Questo il percorso che la maggioranza avrebbe concordato con Piero Marrazzo dopo l’incontro seguito allo scandalo in cui è rimasto coinvolto il presidente della Regione Lazio. L’intento è quello di andare alle elezioni a marzo come già previsto. L’autosospensione dunque è stato l’istituto scelto dalla maggioranza per non trovarsi forzatamente tra 90 giorni, ovvero a gennaio, alle urne. La legge 104 infatti prevede che dal momento delle dimissioni del presidente della Regione passino 90 giorni per andare al voto. Un tempo giudicato troppo breve dalla maggioranza di centrosinistra che ora, dopo l’affaire Marrazzo, dovra’ affrontare le primarie del Pd e la ricerca di un candidato che fino a ieri era Marazzo.

Restano in carcere i quattro carabinieri accusati di aver ricattato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Il gip del tribunale di Roma Sante Spinaci ha infatti convalidato il fermo ed emesso anche un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli indagati: Luciano Simeone, 29 anni; Carlo Tagliente, 30; Antonio Tamburrino, 28; Nicola Testini, 37. La decisione è stata presa al termine degli interrogatori che si sono svolti nel carcere di Regina Coeli.

Via | tgcom.mediaset.it

Daniele Ceschi


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Articolo scritto da Daniele Ceschi il 24/10/2009
Categoria/e: Politica.

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