Il governatore della provincia di Helmand, Gulab Mangal, ha fatto sapere che i tre operatori umanitari italiani arrestati avrebbero confessato di aver preparato un
attentato ai suoi danni. I tre, fermati dopo una perquisizione nell’ ospedale di Emergency, in cui sono stati ritrovati delle armi e dell’ esplosivo, si trovano ora in celle separate.
Ma a queste accuse ha risposto il fondatore di Emergency, Gino Strada, che ha definito le accuse come “grottesche”. Durante la conferenza stampa, tenutasi a Milano, Strada ha parlato dell’ inizio di “una guerra preventiva” del governo contro un testimone scomodo, cioè l’ organizzazione. Il “rapimento” dei tre italiani è stato condotto dagli 007 di Kabul con il sostegno delle forze Nato, e anche dall’ Italia, che intanto si mantiene cauta nelle sue reazioni, dichiarando di avere piena fiducia nella correttezza delle indagini e che i diritti dei tre italiani vengano rispettati.
Intanto centinaia di persone stanno protestando davanti all’ ospedale di Emergency chiedendo a gran voce la sua chiusura. L’organizzazione è ritenuta complice dei talebani, su questa richiesta dovrà pronunciarsi il governo di Kabul. Strada invece continua a dire che tutta la storia è stata montata ad arte, perchè Emergency dà fastidio all’ Isaf, per la sua dencuncia delle vittime tra i civili, tra cui donne e bambini, le armi potrebbero essere state nascoste da un infiltrato, visto che una quarantina di dipendenti sono stranieri.
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