Lo spread, mai così giù dopo tanti mesi

Inserito in Economia, Primo piano | Scritto venerdì, 07 settembre 2012 | Autore Daniele Lisi | Commenta per primo

Il merito di questa nuova condizione va tutto ascritto al Mario Draghi

MArio DraghiLo spread mai così già dopo tanti mesi, il famigerato differenziale tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi è finalmente, con gran sollievo di molti, sceso a livelli molto meno preoccupanti rispetto a poco prima dell’estate. Il merito di questa nuova condizione va tutto ascritto al Mario Draghi che con la sua politica contrapposta a quella portata avanti per messi dalla Merkel, ha di fatto ridato fiducia ai mercati.

Del resto uno spread così elevato, in particolare oltre i 500 punti, non era affatto compatibile con la ricchezza del Paese, con la solidità del Paese, anche se in sostanza, coloro che attualmente stanno soffrendo in maniera particolare sono proprio gli italiani.

Bisogna dare anche merito all’altro Mario, il così detto prof. Monti, di aver recuperato quella credibilità internazionale che era andata quasi distrutta per colpa dell’intera classe politica italiana, anche se molti credono di potersene tirare fuori e di scaricare le colpe solo su di una parte politica. Ma si tratta di onestà intellettuale che è del tutto assente, e in politica questo non è affatto una novità.

Monti, bisogna dare a Cesare quel che è di cesare, è anche stato l’artefice, se vogliamo, del cambiamento in Europa e anche di aver dato quell’impulso necessario a Draghi per schierarsi con decisione contro lo strapotere tedesco, ma poi i meriti finiscono qui, anche se non sono pochi.

Sull’altro piatto della bilancia, però, vanno messe le troppe tasse che ormai mortificano gli italiani, sia i cittadini che le imprese, tasse che hanno avviato una spirale recessiva dalla quale non è dato sapere quando si potrà uscire. Del resto, non si sono presi i provvedimenti necessari alla riduzione del debito, perché questo non è arretrato di un centesimo, anzi non ha fatto altro che crescere. Colpa certamente dello spread, ma soprattutto della recessione e del Pil che ormai tutte le previsioni internazionali danno al -2,4% per l’anno in corso, Pil che sarà negativo anche nel 2013.  Per il futuro, non si sa.




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