Monti, la Camusso e lo statuto dei lavoratori

Inserito in Economia, Primo piano | Scritto giovedì, 13 settembre 2012 | Autore Daniele Lisi | Commenta per primo

E' in arrivo un autunno bollente sul fronte dello scontro tra governo e sindacati.

AlcoaL’autunno è arrivato, non solo dal punto di vista climatico, anche se non lo è ancora secondo il calendario,  ma  sul fronte dello scontro governo sindacati. Del resto, che potesse essere un autunno caldo lo si sapeva, ma il fatto è che invece, con ogni probabilità, si tratterà di un autunno caldissimo, praticamente bollente, e del resto le premesse ci sono tutte. Infatti, a dare il via alla stagione è stato lo stesso Monti  con le sue dichiarazioni che attribuiscono allo statuto dei lavoratori una certa responsabilità sulla perdita di posti di lavoro, dichiarazione che ha suscitato l’immancabile reazione della Camusso che accusa l’esecutivo di non sapere che fare per affrontare la crisi.

A parte l’opinione della leader sindacale, che ci sia un po’ di confusione è abbastanza evidente. Non si può pretendere, dopo una stagione di tasse, lacrime e sangue, che la responsabilità della crisi ricada sul mondo del lavoro, o meglio, che si investa Confindustria e sindacati del compito di trovare una soluzione al problema. Ovviamente non tocca certamente a loro, anche se una certa maggiore flessibilità potrebbe essere d’aiuto, ma in effetti a frenare la ripresa, o meglio, a bloccarla del tutto, sono altre circostanze.

L’esempio lampante arriva dalla vicenda dell’Alcoa che non trova una soluzione per una serie di condizioni che in parte sono ascrivibili all’esecutivo. Infatti, uno dei motivi delle perplessità espresse dall’azienda straniera che era interessata a rilevare l’Alcoa, è il costo dell’energia che, nel nostro Paese, è decisamente fuori dal contesto europeo, cosa che ovviamente mina la sostenibilità dell’investimento.  Un costo dell’energia troppo elevato è un freno alla competitività e questo lo pagano abbondantemente le aziende italiane che, però, in un certo senso hanno metabolizzato questa anomalia che, invece, per una azienda straniera, è inaccettabile.

Quando Passera e la Fornero dicono che lo stato non può farsi carico di un’azienda in crisi, non dicono un’eresia, però nemmeno fanno cenno a dei costi che in Italia sono assolutamente fuori mercato e che dipendono in massima parte dalla politica del governo. Tassazione, burocrazia, costo del lavoro, costo dell’energia, infrastrutture, sono tutte questioni che vanno affrontate dal così detto prof. Monti e non certamente da Confindustria e sindacati.




Loading Facebook Comments ...