Muore a 16 anni, per i medici era solo un torcicollo

Inserito in Cronaca | Scritto martedì, 18 settembre 2012 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

Per ben due volte si reca in ospedale per dolori forti al collo e per due volte lo dimettono. La terza volta lo ricoverano ma muore

E’ il papà, Giovanni Apicella, che chiede delle spiegazioni per questa morte assurda. Suo figlio Sergio di soli 16 anni,  è morto, domenica notte all’ospedale Santa Croce di Moncalieri, in provincia di Torino.

Tutto comincia il 4 settembre, Sergio arriva al pronto soccorso delle Molinette di Torino. Aveva giocato una partita a pallone due giorni prima, ha male al collo, lo dimettono con una diagnosi di torcicollo. Passano i giorni, Sergio ha ancora dolori e la mamma lo accompagna dal medico di famiglia che gli prescrive della penicillina. Neanche questa fa effetto i dolori continuano e si è aggiunta anche una lieve febbre. La mamma questa volta lo accompagna all’ospedale Santa Croce: ha la febbre a 37.8, ha i linfonodi infiammati sotto il collo, un livido evidente. I medici gli somministrano degli antidolorifici, fanno accertamenti approfonditi. «E’ un’infezione» pensano. Gli danno dell’antibiotico e lo dimettono:«Se tra 48 ore non passa torni qui da noi».

Le 48 ore passano ed il dolore non accenna a diminuire. Sergio va di nuovo al Santa Croce, questa volta lo ricoverano nel reparto di Pediatria in isolamento. Suppongono possa essere una meningite, ma gli esami lo escludono. Lo sottopongono a Tac, esami del sangue, terapie. Il giovane risponde alle cure e la febbre si abbassa. Ma il 14 settembre comincia ad avere nausea, vomito e forti tremori. Le condizioni peggiorano domenica nel pomeriggio. Viene trasferito in rianimazione, poi, muore.  

Non si conoscono le cause del decesso, i carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche, il pm Avenati Bassi ha bloccato i funerali e disposto l’autopsia nominando un medico legale della Procura. C’è un fascicolo aperto, al momento, senza indagati.

La sua famiglia ha solo avuto la forza di dire: «Sono state ore terribili, tremende. Prima un medico ci dice che era grave ma stabile, mentre un altro precisava che non solo era instabile, bensì anche gravissimo»

I compagni di liceo stanno organizzando una fiaccolata per lui e dalla pagina di Facebook aperta in suo onore scrivono: «Hai spiccato il volo verso il cielo, seguici da lassù, noi non ti dimenticheremo mai».




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