La recessione peggiora in Italia, secondo Standard & Poor’s

Inserito in Economia, Primo piano | Scritto martedì, 25 settembre 2012 | Autore Daniele Lisi | Commenta per primo

La recessione in cui si dibatte il Paese è molto più profonda di quanto si potesse pensare.

recessioneLa recessione peggiora in Italia, lo dice anche Standard & Poor’s, l’agenzia di rating, anche se gli italiani se ne sono accorti già da tanto tempo. Solo che ora si ha anche la certificazione ufficiale, diciamo così, anche se il così detto Prof. Monti continua a dire che si vede la luce in fondo al tunnel.  Ma evidentemente  si tratta del guardiano che si è dimenticato la luce accesa prima di andarsene a casa.  Del resto, una simile manifestazione di ottimismo sembra un tantino azzardata, visto che le difficoltà oggettive in cui si dibattono un gran numero di italiani, sono sempre più severe.

Lo spread che si sta assestando su valori decisamente più accettabili di alcuni mesi fa è senza dubbio una buona notizia, ma questo è merito per lo più di Mario Draghi e non certo della politica economica del governo che non ha prodotto che un impoverimento generale del Paese. Le tante questioni sul terreno, a partire dalla Fiat per finire all’Alcoa, non possono certo indurre all’ottimismo. Il rischio concreto che si possano perdere altri posti di lavoro è sempre più attuale, e il fatto che un gran numero di attività, sia produttive che commerciali e di servizi, siano sempre più in difficoltà e a rischio chiusura, non possono  che  confermare le previsioni negative di Standard & Poor’s.

Un dato significativo è la previsione della Confcommercio, condivisa anche dalle associazioni dei consumatori, di un calo dei consumi del 3% nel 2012, anche se alcuni prevedono addirittura un 5%.  Praticamente l’Italia è tornata ai livelli del dopoguerra, quando le condizioni erano decisamente più drammatiche ma  le occasioni di rinascita erano decisamente più concrete, cosa che del resto è avvenuta.

Oggi, pensare ad una inversione di tendenza nel breve periodo è una follia, e questo non per fare gli uccelli del malaugurio, me semplicemente perché è la constatazione della realtà.

Il governo,  guidato dal così detto Prof. Monti, non ha fatto altro che tassare di tutto e di più e tagliare i servizi ai cittadini, con l’inevitabile conseguenza di innescare un processo recessivo che al momento è senza ritorno. La cosa intelligente da fare era tagliare le spese della politica, anche dei parlamentini regionali che in questi giorni sono nell’occhio del ciclone per le loro spese folli, alla faccia degli italiani.

Ma è mancata la lungimiranza e soprattutto il coraggio, perché tagliare la casta sarebbe equivalso ad avere vita breve in Parlamento, mentre gli italiani, pur essendo solo loro i veri padroni del Paese, non potevano far altro che sottostare alle angherie  e soprusi  di coloro che non sono altro che i dipendenti degli italiani, non ce ne dimentichiamo.




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