Non ci sarà ripresa prima del 2015, secondo Squinzi

Inserito in Economia | Scritto martedì, 02 ottobre 2012 | Autore Daniele Lisi | Commenta per primo

Sono mesi che ormai si parla di crescita, ma alla fine resta solo una esercitazione linguistica e nulla più.

Monti vede la luceLa ripresa non è dietro l’angolo come continuano da mesi a dire i componenti dell’esecutivo, con in testa il così detto prof. Monti. Secondo Squinzi ci sarebbe da essere soddisfatti se questa dovesse arrivare nel 2015, anzi, per dirla come il Presidente di Confindustria, “Se una vera ripresa fosse nel 2015, ci metterei la firma”. Pessimista? Forse, o molto più semplicemente realista. Del resto l’economia italiana si porta ormai da anni dietro una vera palla al piede rappresentata dai costi del lavoro (contributi vari) e dell’energia che non ha uguali in Europa.

Se prima l’economia si reggeva, più o meno, sul mercato interno, oggi questo non succede più per colpa della recessione che sta erodendo, giorno dopo, il potere d’acquisto degli italiani. Non solo, perché inevitabilmente la recessione è come quel perverso serpente che si morde la coda, per cui porta altra recessione, perché si continuano a perdere posti di lavoro, quindi entrate tributarie per lo stato e meno soldi in circolazione.

Del resto, lo sanno anche i bambini, quando si ferma la circolazione del denaro, tutto si ferma, è solo questione di tempo, e i soli a non saperlo sono invece coloro che Napolitano ha messo al timone del Paese, con buona pace degli italiani.

Intanto, giusto per non  smentirsi, anche nell’ultimo mese il mercato dell’auto ha fatto registrare una ulteriore riduzione delle immatricolazioni del 25%, con tutte le conseguenze che questa condizione comporta.  Lo si sta dicendo ormai da mesi, che se non ci si decide di rimettere qualche soldo nelle tasche degli italiani, non se ne uscirà tanto facilmente.

Troppe tasse, sia per le famiglie che per le imprese, che non sono più in condizione di competere adeguatamente con la concorrenza straniera, costi troppo elevati dell’energia, dei carburanti, praticamente di tutto; una situazione insostenibile.

E in compenso c’è Monti che continua a dire di vedere la luce nel tunnel, ma la spiegazione più realistica è che qualcuno deve aver lasciato la luce accesa prima di uscire.




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