Monti non esclude una riduzione delle tasse nel 2013

Inserito in Economia, Primo piano | Scritto giovedì, 04 ottobre 2012 | Autore Daniele Lisi | Commenta per primo

Possibile una riduzione del carico fiscale secondo Monti entro la fine della legislatura. Sarà vero? O si tratta del solito annuncio privo di qualsiasi fondamento?

MontiMonti non esclude un taglio della pressione fiscale entro il 2013, cioè entro la fine della legislatura. Lo dice intervenendo ad una riunione dell’intergruppo parlamentare per l’agenda urbana, e questa apertura che si potrebbe definire epocale, lascia un po’ tutti sorpresi. Infatti, non più tardi di un paio di mesi or sono, quando più insistentemente circolavano voci circa una possibile riduzione dell’irpef, aveva detto senza mezzi termini che il governo non aveva allo studio nulla del genere, nemmeno nell’immediato futuro.

Cosa abbia fatto cambiare idea al così detto prof. Monti, non è dato sapere, che se in molti, la maggioranza degli italiani per la precisione, ritengono che si tratti di una sorta di annuncio a scopi elettoralistici e nulla più. E’ anche vero che non più tardi di qualche giorno fa la Corte dei Conti aveva, per l’ennesima volta, espresso perplessità sul livello troppo elevato della tassazione, sia per le aziende che per le famiglie, e aveva anche  fatto notare che una tassazione elevata non è compatibile con la crescita.

Questo è un fatto inequivocabile, visto che i fatti lo stanno a confermare ormai da mesi e gli italiani lo sanno bene, sorprende tuttavia questa apertura di Monti che sembra essere molto lontana dalla realtà.

Come, del resto, è altrettanto lontana dalla realtà l’affermazione di qualche membro dell’esecutivo che assicura che  la crescita è ormai dietro l’angolo, e che comincerà a far sentire i suoi effetti dalla  metà del 2013, ovvero tra meno di 12 mesi.

Su quali dati possano basarsi queste affermazioni è un mistero, perché quello che invece è sotto gli occhi di tutti è ben altro. Come detto anche in altra occasione, fin quando il costo del lavoro, della burocrazia, dell’energia e di tanto altro ancora continuerà ad essere sui livelli attuali, l’industria italiana non ha chance contro la concorrenza straniera, i cui prodotti sono molto più competitivi dal punto di vista economico.

Il solo made in Itali non è più sufficiente a garantire il successo delle imprese italiane, per cui la ripresa potrà esserci solo se si ridurrà la pressione fiscale in Italia, in modo da far ripartire il mercato interno, l’unico motore dell’economia in grado di dare buoni risultati.




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