Rapporto tra un 40enne ed una 14enne non è violenza

Inserito in Cronaca | Scritto giovedì, 20 dicembre 2012 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

Sentenza shock del tribunale di Trento, anche se la 14enne ha dichiarato che non ha reagito perché aveva paura, per il giudice non è violenza

Di questa vicenda ne avevamo già parlato. I due protagonisti erano il padre quarantenne che aveva rapporti con la fidanzatina quattordicenne del figlio. Cominciò una sera d’agosto in cui l’uomo la accompagnò a casa passando però prima in una zona isolata dove la invitò a sedersi accanto a lui. «Non ha usato la forza – ha poi raccontato la ragazzina ai carabinieri – perché io non ero in grado di reagire. Ero talmente sconvolta…».

Dopo questo primo incontro, tra i due è cominciato uno scambio di messaggi dal contenuto altamente erotico, fu proprio grazie a questi che la mamma della ragazzina scoprì tutto e denunciò il 40enne. Oggi la sentenza che definire shock è riduttivo: secondo il giudice trentino, questi messaggi, sono «rivelatori di un sorprendente e precoce erotismo» dell’adolescente, che dispone di un «vocabolario dell’eterno erotismo». La 14enne inizialmente aveva negato, ma poi scrisse una lettera al padre nel quale ammetteva tutto, spiegando che «lui l’ha fatto contro la mia volontà». Per il giudice è come se «si fosse svegliata dalla vertigine che l’aveva colta» e dopo «matura riflessione ella diventava narratrice di quella esperienza, di quei turbamenti, di quelle torbide gioie e tremende angosce riposte nelle pieghe più intime e segrete dell’animo». Eppure, secondo lo stesso giudice, «l’unione carnale fu consensuale».

Alla fine, anche se lei ha ammesso che: «avevo paura e mi sono lasciata fare… è stato orribile». Anche se la psicologa della procura ha stabilito che, per la ragazzina, è stato «un evento vissuto come un trauma della mente», il quarantenne, ha anche diritto alle attenuanti generiche, per la «minore gravità del fatto» in quanto l’«evento è stato trasparentemente vissuto da entrambi i protagonisti senza che vi abbiano pesato livide oscurità». Nei giorni scorsi il gup di Trento ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale, il 18 ottobre, l’uomo è stato condannato (con rito abbreviato) a due anni e quattro mesi di carcere, senza sospensione della pena. Secondo il pm aveva commesso una vera e propria violenza sessuale ma il giudice ha stabilito la sola responsabilità per il reato di «atti sessuali con minorenne». Se le “ci sta” non è violenza sessuale, non importa se l’uomo ha quatant’anni e lei solo quattordici.

Fonte Corriere del Veneto




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