Mario Alessi, l’assassino del piccolo Tommy, presto fuori dal carcere

Inserito in Cronaca | Scritto martedì, 05 marzo 2013 | Autore Fabiana Cipro | Commenta per primo

E' un detenuto modello quindi potrebbe ottenere i benefici che gli spettano per legge malgrado sia stato condannato all'ergastolo per il brutale assassinio di un bambino di neanche due anni

Nessuno può aver dimenticato il piccolo Tommaso Onofri, diventato per tutti il piccolo Tommy. Il 2 marzo del 2006 era stato rapito da casa sua e i genitori avevano fatto tantissimi appelli alla Tv, Tommy era malato, aveva bisogno delle sue medicine e cosa ancora più importante, aveva bisogno della sua famiglia. Era piccolo Tommy, aveva solo 18 mesi all’epoca dei fatti. Anche Mario Alessi, quello che poi si è scoperto essere il suo assassino, si era prodigato per lui con appelli in tv. Neanche un mese dopo, il 1° aprile, il corpicino di Tommy era stato trovato in un bosco sul greto di un torrente, vicino alla casa dove viveva alle porte di Parma.

Alessi il 28 maggio 2008 era stato condannato all’ergastolo per questo brutale omicidio, lo aveva ucciso perché non sopportava più le urla del bambino. Attualmente è rinchiuso in carcere dove viene riferito sia un “detenuto modello”, ha sempre avuto un comportamento rispettoso all’interno del carcere quindi per lui potrebbero esserci presto i benefici previsti dalla legge. Al momento cura le piante e sistema le aree verdi del carcere di Prato. Nel penitenziario di Prato va a scuola di giardinaggio: lezioni teoriche e pratiche tra le mura dell’istituto. Un corso per agevolare il reinserimento . Perché l’obiettivo «è quello di arrivare a chiedere l’ammissione al lavoro esterno, quando i tempi saranno maturi», sottolinea il suo difensore, l’avvocato Laura Ferraboschi.

Facendo due conti, Alessi potrebbe prendersi cura dei giardini esterni durante il giorno in regime di libertà e rientrare in carcere la notte fra soli 3 anni. L’ordinamento penitenziario prevede che gli ergastolani abbiano scontato almeno 10 anni prima di poter uscire per lavorare o avere un permesso premio.

La mamma Paola Sebastiano durante la messa che si è tenuta il 2 marzo scorso ha voluto dire solo queste poche parole: «Tommy, sette anni…sette anni di domande, 7 anni di non risposte… Un’unica certezza: tu sei la nostra luce, la nostra guida e ti amiamo immensamente».

 




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