Bossi: “Siamo una famiglia, Tremonti non si tocca”

«Siamo nella stessa famiglia». Così il ministro per le Riforme Umberto Bossi, ha parlato dei rapporti tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il resto della maggioranza lasciando villa San Martino dove questa mattina c’è stato un vertice chiarificatore tra il numero uno di via XX Settembre e il premier, Silvio Berlusconi, dopo le tensioni degli ultimi giorni. «È inutile dare spazio a chi fa casino e basta – ha detto Bossi -. È andato tutto bene». A chi gli chiedeva se il Governo fosse solido, Bossi ha risposto: «È solido, solido». Nessun problema, dunque, per Tremonti. «Finché sono vivo io – ha assicurato il leader dela Lega – non ci saranno problemi con Tremonti».

Il Senatur ha detto che la colpa dei dissidi con Tremonti è colpa dei «soliti pasticcioni del PdL». Dopo l’incontro di Arcore e la partecipazione a Milano all’Assemblea federale degli amministratori lombardi eletti nelle liste della Lega Nord, Bossi ha spiegato: «Nei partiti ci sono persone invidiose. C’è gente che vuole spendere perché pensa che solo così viene eletta invece la gente ti elegge solo se ha stima di te». Ma «ora non si può spendere perché altrimenti l’Europa ci uccide», ha aggiunto, dando così implicitamente ragione al ministro dell’Economia Giulio Tremonti criticato nella maggioranza perché non finanzierebbe le richieste dei vari ministeri. «Adesso – ha però ribadito Bossi – abbiamo trovato la soluzione».

Che il governo continui a marciare compatto, nonostante le divergenze, lo dice anche il ministro del Welfare Sacconi. «Per fortuna non c’è nessun caso Tremonti» spiega al Festival della persona di Arezzo. Secondo Sacconi, infatti, «è un classico che il ministro dell’Economia,, portato necessariamente dalla situazione di finanza pubblica a dire dei no, faccia valere le sue posizioni – ha proseguito – così come altri ministri di impresa affermino le loro ragioni». Per il responsabile del ministero del Lavoro questo succede «’da che mondo è mondo: è la classica dialettica di governo». Sacconi si dice poi convinto che non ci sia nessuna voglia di destabilizzare all’interno della maggioranza o del governo: «Ne vedo solo dall’esterno, non dall’interno». Infine sull’ipotesi che il ministro Giulio Tremonti possa chiedere l’incarico di vicepremier, avanzato oggi da alcuni giornali, Sacconi si limita ad un «non lo so».

Via | lastampa.it

Daniele Ceschi


Articolo scritto da Daniele Ceschi il 24.10.2009
Categoria/e: Politica.

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