Brunetta: “Figli fuori di casa a 18 anni per legge”
Renato Brunetta, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, che ha fatto una durissima lotta contro fannulloni e bamboccioni, in un’intervista a RTL dichiara di essere stato anch’esso un bamboccione: “Arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto. Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto. Di questo mi sono vergognato. Sono le vittime di un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il “mea culpa” i genitori. Ho condiviso Padoa Schioppa quando ha criticato questa figura che mancava però di analisi: i bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che hanno costruito questa società”.
Il ministro anti-fannulloni, e da ora anti-bamboccioni, fa una proposta abbastanza forte per combattere anche questa categoria: “Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni”. Su questa affermazione commenta subito il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli: “Sono stato il primo, sabato, a schierarmi contro i cosiddetti bamboccioni, ma l’amico Brunetta, con la proposta di una legge per far uscire i giovani dalla famiglia al raggiungimento dei 18 anni, mi sembra l’abbia fatta fuori dal vaso”.









Bene, così faremo come con gli ebrei: nasconderemo i nostri figli in soffitta o nello scantinato pur di non lasciarli vivere in un mondo che non dà prospettive né per il lavoro né tantomeno per farsi una famiglia…
Ciao Tappyna,
sì è, effettivamente, un pò forte come considerazione.
Probabilmente, voleva dire (spero) che dopo i 18 anni, i genitori non sono più obbligati dalla legge al mantenimento, come il caso di figli fannulloni mantenuti a 40 anni o universitari “fuori corso” per decenni….tanto papà è obbligato a mantenermi !!