Immigrazione, botta e risposta tra Fini e Calderoli
Abbandonando l’abituale pacatezza, Gianfranco Fini ha definito “stronzi” quegli italiani che pensano che gli immigrati siano diversi, quelli che “dicono qualche parola di troppo”.
La replica alle parole di Fini, in visita al centro interculturale Semina nella periferia est di Roma, giunge a stretto giro di posta da parte del Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, ben più avvezzo all’utilizzo di un linguaggio quantomeno colorito: “Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso. Ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati. E’ infatti una stronzata – ha incalzato Calderoli -, illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di Bengodi e che c’è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. Fare questo è pura demagogia e allora si spalancano le porte a migliaia di persone destinate a finire nella rete delle illegalità, della criminalità o dello sfruttamento”.
Il nodo del dissenso rimane la questione del voto agli immigrati, che Fini ripropone da tempo. Calderoli aggiunge infatti che “non è dando il voto che si risolvono i problemi dell’integrazione”.








